Pochi maledetti ma subito? No, neanche quelli!!

In tempi non prosperi la saggezza popolare ha alternato momenti di speranza per il futuro “Adda passà ‘a nuttata” a momenti in cui ci si accontentava con il poco che gli veniva offerto “pochi maledetti ma subito”.
Con la recente ipotesi di accordo sul rinnovo del contratto delle Funzioni Locali, molti lavoratori si sono ispirati al secondo detto popolare e hanno pensato … almeno abbiamo preso qualcosa. Dopo nove lunghi anni di blocco contrattuale e svariate migliaia di euro persi per i mancati rinnovi, hanno sperato che finalmente qualcosa entrava in tasca.
Ma è realmente così? O ancora una volta siamo stati ingannati? No, non abbiamo avuto neanche quelli!
Vediamo la seguente tabella con gli aumenti livello per livello. Nell’ultima colonna sono indicate le somme che mensilmente abbiamo perso e che non recupereremo mai più.
Ringraziamo caldamente Cgil, Cisl, Uil e Csa per l’ennesima fregatura.

Per visionare la tabella scarica il volantino in pdf (formato A3)

Per visionare la tabella scarica il volantino in pdf (formato A4 fronte retro)

Contratto a perdere

Nella notte tra il 20 e il 21 febbraio è stata firmata l’ipotesi di contratto collettivo nazionale di lavoro del comparto Funzioni Locali ( regioni, province e città metropolitane, comuni).

L’ipotesi, firmata da Cgil, Cisl, Uil e Csa, prevede:

  • aumenti salariali del tutto insufficienti a recuperare la perdita del potere d’acquisto causata da otto anni di mancato rinnovo (45 euro netti circa per i lavoratori di categoria C, 35 euro per quelli di categoria B);
  • un peggioramento della parte normativa (per esempio per quanto riguarda la legge 104);
  • un inasprimento del codice disciplinare;
  • una maggiore selettività e discrezionalità dei dirigenti nella distribuzione del premio incentivante la produttività;
  • Un ridimensionamento del ruolo delle RSU direttamente elette dai lavoratori a favore di “commissione paritetiche” controllate dai dirigenti comunali e dai burocrati dei sindacati confederali.

É un brutto contratto, frutto della decisione di CGIL, CISL, UIL e CSA di accettare i vincoli economici posti dal governo e di non chiamare le lavoratrici e i lavoratori alla lotta per un contratto dignitoso.

Chiediamo che venga sottoposto alla discussione e al voto in assemblee e referendum.

Slai Cobas                      Sial Cobas

Il 17 – 18 – 19 aprile
Per la dignità, i diritti e la salute dei lavoratori
Vota Slai Cobas

Ospedale di Serra San Bruno, lo Slai Cobas: «Gravi disagi organizzativi»

Fonte: Il Vibonese

«L’ospedale di Serra San Bruno, prima che fosse svenduto a favore del presidio sanitario di Tropea, ha sempre dato risposte di ottima sanità. Oggi invece i media nazionali ci deridono, descrivono episodi da terzo mondo come accaduto qualche settimana fa».
A riferirlo in una nota è il sindacato Slai-Cobas delle Serre calabre rievocando il recente episodio che ha visto al centro dell’attenzione mediatica la sala mortuaria del presidio sanitario. Leggi tutto “Ospedale di Serra San Bruno, lo Slai Cobas: «Gravi disagi organizzativi»”

Contratti del pubblico impiego al forte ribasso; la sanità non farà eccezione!!

Nel periodo festivo è stato firmato il CCNL degli enti centrali: Ministeri e Agenzie Fiscali Enti Pubblici non economici, le uniche critiche sono sostenute dal sindacalismo di base che ha organizzato giornate di mobilitazione e di  lotta per denunciare il contenuto di questo accordo e spingere i lavoratori ad organizzarsi contro la trasformazione delle norme che ne peggiorano le loro condizioni.  Il contratto della Sanità, fa parte del pacchetto di firme che l’Aran sta discutendo con i sindacati confederali, è previsto un contenimento della spesa ed introduce le regole contrattuali del settore privato più restrittive. Leggi tutto “Contratti del pubblico impiego al forte ribasso; la sanità non farà eccezione!!”

Quel che resta del contratto

Pubblico Impiego. Contratto. Mobilitazione generale il 19 gennaio.
Il 26 nuova Mobilitazione nelle Funzioni Centrali

La firma dell’ipotesi di contratto nazionale delle funzioni centrali (23 dicembre 2017) rappresenta un’ulteriore battuta d’arresto per tutto il pubblico impiego, perché questo accordo, contrariamente a quanto scrivono i sindacati della complicità, impone aumenti compatibili con i soldi stanziati dal Governo e in linea con i dettami della finanza europea. Aumenti erosi completamente dall’aumento del costo della vita, senza un centesimo di arretrato per il periodo che va dal 2010 al 2015, con risorse ridotte per il 2016 e 2017, con i soldi della produttività di tutte/i distribuiti in modo sempre più diseguale, in linea con le fasce previste sin dal 2009 dal cd. decreto Brunetta, per niente superato. Leggi tutto “Quel che resta del contratto”

No! Contratti Bidone!!

La genesi

Alla vigilia del referendum costituzionale del 30/11/2016, Cgil, Cisl e Uil siglarono un’intesa sui futuri contratti del PI, ipotecando in negativo un aumento medio lordo di 85€, dal 2018, che non ci fa recuperare potere d’acquisto. Inoltre in 200 mila rischiano di perdere il bonus fiscale di 80€ e la soluzione è ancora incerta.

Ma ci sono i fondi?

Il Servizio Studi di Camera e Senato ha pubblicato un dossier contenente una sintesi della Legge di Bilancio 2018: 300 milioni € per il 2016, 900 milioni € per il 2017 e 2.850 milioni € dal 2018. Tali somme corrispondono ad incrementi retributivi pari a: 0,36 % per il 2016; 1,09 % per il 2017; 3,48 % per il 2018 (assumendo come termine di raffronto l’ammontare retributivo dato dal trattamento economico principale ed accessorio per il 2015, al netto dell’indennità di vacanza contrattuale). Avremo 50 € lordi e solo nel 2018! Leggi tutto “No! Contratti Bidone!!”